La trilogia di De Michele: alcune considerazioni

pubblicato il 10 Marzo 2009 alle 00:46

ManuS

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«Tutte quelle storie che crediamo di aver dimenticato

 sono qui, su di noi.

Sono la nostra pelle,

ce le portiamo addosso tra i vestiti e le ossa,

le abbiamo già indosso quando ci svegliamo,

e quando andiamo a letto sono ancora su di noi»

 

-         G. De Michele –

 

Perché scegliere De Michele in un numero dedicato alla storia? Perché nei suoi tre romanzi qui presi in esame (Tre uomini paradossali, Scirocco e La visione del cieco) la storia vive – e non come semplice scenario di fondo. Vive e pulsa come un protagonista in carne e ossa, in maniera continua, intrecciata e spesso rocambolesca, senza quelle asettiche divisioni didattiche che spesso i manuali presentano. Vive e si evolve fino a sciogliersi nella cronaca, fino a tracimare nella polemica graffiante verso alcuni eccessi della società (e del professionismo) contemporanei. Senza facili semplificazioni.

 

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Asne Seierstad, la guerra e la Cecenia

pubblicato il 10 Marzo 2009 alle 00:45

Damiano Mazzotti

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Parlare degli orrori della guerra non è facile e ancor meno facile è riuscire a camminare lungo la strada dell’obiettività, o perlomeno della neutralità, raccontando le due parti in conflitto (che molto spesso risultano più di due a causa delle lotte intestine su almeno uno dei due fronti).

Una giornalista norvegese ci è riuscita nell’indescrivibile crudità del libro “Il bambino dal cuore di lupo. Storie dall’inferno della Cecenia in guerra” (Rizzoli, marzo 2008). Asne Seierstad racconta il suo ritorno in Cecenia, dove ha cominciato la sua carriera di reporter di guerra e descrive la vita di alcuni abitanti di Grozny, la capitale dove da 14 anni l’unica legge è quella del più forte, e la città dove nessuna ricostruzione sembra possibile in un conflitto che tranne qualche breve tregua ha raggiunto l’inferno della cronicità (la scrittrice è nata ad Oslo nel 1970, è stata anche in Kosovo, Afghanistan e Iraq, ed ha ricevuto molti premi) . Del resto i norvegesi sono i campioni dell’arte della diplomazia e in questo libro si parla quasi con “naturalezza” della vita di guerra di gente comune di origine russa o cecena, della vita movimentata dei presidenti di una Nazione-Regione dalla storia molto travagliata e poi si parla di Anna Politkovskaja, la giornalista russa più famosa a causa del suo omicidio con un mandante abbastanza misterioso (c’erano più persone a volerla morta). Di sicuro i due grossi conflitti che si sono succeduti nella terra cecena hanno esacerbato l’odio latente ed hanno aumentato il fondamentalismo islamico (anche di stampo wahabita) e la filosofia staliniana non è ancora scomparsa dalla psicologia dei russi o dei filorussi della classe dirigente: rimane la regola non scritta che recita “Niente uomini, niente problemi”.

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Specchi del mondo

pubblicato il 10 Marzo 2009 alle 00:45

Damiano Mazzotti

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Ancora una volta sono riuscito a scovare un libro originale e molto istruttivo: una sintesi quasi enciclopedica della storia di tutte le culture umane, fatta di una scrittura che mescola il racconto, il saggio, la poesia e la cronaca (un talento letterario che è stato premiato da numerosi concorsi).

Infatti, l’opera di Eduardo Galeano (nato nel 1940), “Specchi. Una storia quasi universale” (www.sperling.it, ottobre 2008), che io avrei intitolato “Specchi del mondo”, è una miniera di aneddoti, e di piccoli e grandi fatti storici di tutte le culture del mondo: si parla di balli, musica, sport, guerra… Della rivoluzione francese e americana, e di quelle sudamericane e africane…

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Ho freddo

pubblicato il 10 Marzo 2009 alle 00:45

Massimiliano Ferrari

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Se prendiamo in mano Ho freddo di Gianfranco Manfredi e dovessimo limitarci al solo dato biografico capiterà di ricontrollare il nome dell’autore. Questo perché è difficile trovare un autore italiano che abbia alle spalle un immaginario come quello di Manfredi, in grado di creare un romanzo come Ho freddo.

Gianfranco Manfredi è un artista multiforme e poliedrico che ha attraversato 30 anni di storia culturale italiana. Cantautore, sceneggiatore del cinema, ideatore di fumetti, romanziere, paroliere, saggista… “un pezzo d’immaginario della nostra cultura” come ha giustamente fatto notare Danilo Arona su Carmilla. Una figura di intellettuale che ha trasversalmente percorso diversi forme artistiche, mantenendo originalità e iniziativa.

 

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Uomini e amori, gioie e dolori

pubblicato il 2 Novembre 2008 alle 17:45

ManuS

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La polemica è nota. Tutti puntano il dito contro gli SMS. Gli Short Messages Service sono la tomba della comunicazione, impoveriscono il linguaggio, azzerano il piacere della conversazione elegante, corretta. Spingono all’estremo la tendenza all’economia insita nel linguaggio umano, acuiscono la necessità di sintesi. I risultati sono spesso dannosi, soprattutto per il linguaggio e la padronanza linguistica delle nuove generazioni, nate e cresciute con un cellulare in mano. Parole smozzicate, simboli, neologismi: tutto fa storcere il naso ai puristi. Ma siamo davvero sicuri di tutto questo? Siamo davvero certi che i messaggini allontanino le persone dalla lingua, dal fascino e dal potere delle parole? Oppure siamo di fronte ad un nuovo uso delle parole, a delle nuove possibilità? Tutto questo se lo è chiesto Damiano Mazzotti nel suo libro Uomini e amori, gioie e dolori, edito dalla Ibiskos.

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Amaranta o della negazione

pubblicato il 2 Novembre 2008 alle 17:45

ManuS

Sorella, l’ultimo libro di Marco Lodoli, tocca alcuni nervi scoperti e lo fa impeccabilmente, senza ipocrisia. E questo perché non dà risposte ma semina domande.

Una suora e la sua crisi esistenziale. Una donna e la sua fuga dal mondo. Amaranta è una ragazzina quando decide di diventare suora. Non per vocazione ma, potremmo dire, per disillusione. Nell’età in cui si sogna, si spera, ci si illude sulle proprie possibilità e sugli esiti della propria vita, lei decide di non credere alle chimere, decide di rinchiudersi in una chiesa per sfuggire al mondo. Dopo qualche tempo però, anche l’abito monacale inizia a diventare stretto. È a questo punto che l’incontro con Luca, un bambino che in tutto il libro pronuncerà tre parole, le permette un cambio di prospettiva.

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Saxophone street blues

pubblicato il 2 Novembre 2008 alle 17:45

Max

Si parla e si scrive sempre volentieri di giovani case editrici che cercano di aprirsi un varco nella giungla dell’editoria a colpi di machete ironico e irriverente.È il caso di Las Vegas edizioni, nata da poco tempo ma con già all’attivo alcuni interessanti titoli.Uno di questi è Saxophone Street Blues di Hector Luis Belial, pseudonimo esotico sotto il quale si cela probabilmente un giovane scrittore italiano. Probabilmente perché Belial si diverte a mischiare le carte e sul suo blog ( hectorbelial.blogspot.com) compaiono diverse biografie che puntano a confondere chi legge.

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Fattori, Acido lattico

pubblicato il 22 Luglio 2008 alle 14:39

Max

Aspettavo Saverio Fattori al varco del terzo romanzo. Dopo aver percorso salite sfiancanti, rettilinei a perdita d’occhio e tirate finali da mozzare il fiato, lo aspettavo alla terza prova, il kilometro finale dove potesse emergere finalmente dal gruppo o scivolare nelle retrovie.Acido Lattico, il suo terzo romanzo uscito per Gaffi Editore, premia le attese, l’impazienza con la quale, appena avuto tra le mani il libro, ho iniziato a leggerlo, a sfogliarne le pagine, ad annusare compulsivo la carta. Manie di un lettore maniaco.

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Longo, Dieci

pubblicato il 22 Luglio 2008 alle 14:39

ManuS

Dovrebbe essere facile parlarne. Dieci racconti di vita napoletana. Linguaggio semplice, cristallino, aderente alla realtà. Dialogo che domina incontrastato. Invece, sotto quest’apparente semplicità, Dieci di Andrej Longo, ti lascia la sensazione di non riuscire a dire tutto, di non riuscire ad esprimere la magia della quale ti ha reso partecipe. Di certo è uno dei libri più belli che abbia letto negli ultimi tempi. Dieci storie di vita napoletana, dieci mondi in un mondo, quello di Napoli, complesso, dove il paradosso si fa normalità, dove la vita quotidiana è lotta quotidiana, dove tutto pare reggersi in un equilibrio precario e di difficile decifrazione per chi, in quel mondo non è nato, ma un equilibrio solido, secolare.

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Silvio D’Arzo, Casa d’altri

pubblicato il 22 Luglio 2008 alle 14:39

Carmine Iovine

Leggi Casa d’altri  e ti accorgi subito che le parole vanno oltre le parole, la sintassi, il mero atto comunicativo; scorrono, si fanno suono e poi musica: divengono poesia.
La poesia che l’attraversa arriva da lontano, piano, si lascia annunciare come «uomini che scendono dai pascoli»: questi con latrati di cani e campanacci di bronzo;
quella con una sintassi che si scompone, un uso frivolo di parole tronche (meglio se in fine di frase).

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La storia siamo noi: 14 scrittori alle prese con il paese Italia

pubblicato il 22 Luglio 2008 alle 14:38

Max

Lo ammetto, ho un debole per i racconti. Sarebbero meglio dire per le raccolte di racconti. Sono onnivoro, non ho particolari predilezioni o gusti che mi orientano su un certo tipo di raccolta, mi attirano senza un motivo apparente, e così le leggo.A volte la raccolta che leggo ha dietro un’ idea ben congegnata, nomi autorevoli, un disegno editoriale preciso, altre volte manca qualcosa e perciò l’antologia non convince, stenta e non colpisce.È piuttosto naturale quindi che “La storia siamo noi” finisse dritta nei libri da leggere senza scuse.

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DIARIO DI UN MILLENNIO CHE FUGGE

pubblicato il 4 Giugno 2008 alle 17:14

ManuS 

Trae in inganno quel verbo, messo proprio alla fine del titolo.

Diario di un millennio che fugge, uno legge, e si immagina una scrittura che corre, una scrittura a scatti, dove tutto il superfluo è eliminato, dove sopravvivono solo poche indicazioni fondamentali. Invece Lodoli se la prende con calma. Sia da un punto di vista stilistico che da un punto di vista narrativo.

Stilistico: perché il tono con cui parla il suo io narrante è sempre stabile, è un tono medio. È un discorso pacato, una riflessione continua che in alcuni punti tocca vertici di grande lirismo e in altri porta i segni, quasi graffi, della caduta.

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SOFFIO INTERROTTO

pubblicato il 4 Giugno 2008 alle 17:03

ManuS 

 

«È quasi naturale che, tra i tanti motivi per ci si decide di sfogliare un libro, ci sia la curiosità di indovinare la strada della mente che ha impugnato la penna». Lo dice l’autore di questo libricino, Fabio D’Aprile, Soffio interrotto, ed. Joker, ed io lo sottoscrivo in pieno. Di certo sarebbe interessante risalire la corrente che ha portato questo giovane autore a tessere le fila di un onirico viaggio nella propria psiche, quasi una discesa negli Inferi personali che porta ad interrogarsi su alcuni temi significativi: la scrittura, la vita, l’aborto, la necessità di un pensiero che non preceda l’azione ma sia esso stesso azione. Un viaggio che stordisce un po’ il lettore e, senza dubbio, lo sorprende. Non cercate un racconto lineare e naturalistico, non lo troverete. Non cercate personaggi da romanzo, concreti: al loro posto emanazioni dello stesso autore.

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