Coaguli

pubblicato il 2 Novembre 2008 alle 17:46

Sono tre i testi che vogliamo presentarvi di questo nuovo poeta: Alessandro Bellasio.

Tre testi tratti dalla stessa raccolta, Coaguli, diversi tra loro, ma uniti da un filo rosso (lo stesso, probabilmente, che domina l’intero fare poetico di Bellasio): l’istanza sociale ed ambientale, l’esigenza di fare il punto della situazione e costringere la società a guardare i suoi lati più oscuri.

Il primo testo, Biocyttà, apre lo sguardo su un paesaggio dal sapore apocalittico (biocyttà intreccia le interiora/ne affiora […]/del suo Corpo gigantesco/ in espansione solare), quello della moderna città dove domina il meccanicismo e l’artificialità. È una presa di coscienza della contraddizioni del nostro vivere, che si allontana sempre più dal nucleo pulsante e primigenio della natura (l’impurità è la nostra purezza). Il discorso è trascinato da una sintassi frantumata, al limite dell’automatismo.

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Uomini e amori, gioie e dolori

pubblicato il 2 Novembre 2008 alle 17:45

ManuS

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La polemica è nota. Tutti puntano il dito contro gli SMS. Gli Short Messages Service sono la tomba della comunicazione, impoveriscono il linguaggio, azzerano il piacere della conversazione elegante, corretta. Spingono all’estremo la tendenza all’economia insita nel linguaggio umano, acuiscono la necessità di sintesi. I risultati sono spesso dannosi, soprattutto per il linguaggio e la padronanza linguistica delle nuove generazioni, nate e cresciute con un cellulare in mano. Parole smozzicate, simboli, neologismi: tutto fa storcere il naso ai puristi. Ma siamo davvero sicuri di tutto questo? Siamo davvero certi che i messaggini allontanino le persone dalla lingua, dal fascino e dal potere delle parole? Oppure siamo di fronte ad un nuovo uso delle parole, a delle nuove possibilità? Tutto questo se lo è chiesto Damiano Mazzotti nel suo libro Uomini e amori, gioie e dolori, edito dalla Ibiskos.

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Amaranta o della negazione

pubblicato il 2 Novembre 2008 alle 17:45

ManuS

Sorella, l’ultimo libro di Marco Lodoli, tocca alcuni nervi scoperti e lo fa impeccabilmente, senza ipocrisia. E questo perché non dà risposte ma semina domande.

Una suora e la sua crisi esistenziale. Una donna e la sua fuga dal mondo. Amaranta è una ragazzina quando decide di diventare suora. Non per vocazione ma, potremmo dire, per disillusione. Nell’età in cui si sogna, si spera, ci si illude sulle proprie possibilità e sugli esiti della propria vita, lei decide di non credere alle chimere, decide di rinchiudersi in una chiesa per sfuggire al mondo. Dopo qualche tempo però, anche l’abito monacale inizia a diventare stretto. È a questo punto che l’incontro con Luca, un bambino che in tutto il libro pronuncerà tre parole, le permette un cambio di prospettiva.

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Saxophone street blues

pubblicato il 2 Novembre 2008 alle 17:45

Max

Si parla e si scrive sempre volentieri di giovani case editrici che cercano di aprirsi un varco nella giungla dell’editoria a colpi di machete ironico e irriverente.È il caso di Las Vegas edizioni, nata da poco tempo ma con già all’attivo alcuni interessanti titoli.Uno di questi è Saxophone Street Blues di Hector Luis Belial, pseudonimo esotico sotto il quale si cela probabilmente un giovane scrittore italiano. Probabilmente perché Belial si diverte a mischiare le carte e sul suo blog ( hectorbelial.blogspot.com) compaiono diverse biografie che puntano a confondere chi legge.

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