pubblicato il 15 Novembre 2007 alle 20:49
Max
Ma che fine hanno fatto i Talk Talk? Saverio Fattori e i suoi anni 80
Gli anni Ottanta..? e chi li conosce. Un non-decennio, o come hanno scritto i Wu Ming una condizione mentale. E di cose ne sarebbero successe a volerle raccontare in quegli anni. Purtroppo la letteratura italiana non vanta grandi frequentazioni con il periodo suddetto.
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pubblicato il 14 Novembre 2007 alle 20:23
Riceviamo e molto volentieri pubblichiamo queste estrapolazioni “ragionate” di un testo inedito(forse per sempre) di Saverio Fattori che gentilmente ce le ha spedite. Fattori ha già pubblicato due romanzi “Alienazioni padane” e “Chi ha ucciso i Talk Talk”,editi da Gaffi. Del secondo, a breve, vi potrete leggere una recensione succosa.
Estrapolazioni da PIETRA A VISTA di Saverio Fattori
I Radiohead soffiano 2+2=5 dalle casse del computer, fuori la giornata butta al meglio, il sole nelle ore centrali ancora scalda, le previsioni parlano di neve, e le previsioni del tempo alla televisione non sbagliano più. La strada a poche centinaia di metri dalla finestra è trafficata di passeggini e cani da compagnia. E’ sfuggita al traffico pesante grazie a una sapiente circonvallazione snervata da rotatorie. I vialetti che la tagliano a fondo chiuso o che disegnano rettangoli o parallelepipedi sghembi, abbracciano case indipendenti. L’agglomerato dei condomini popolari si apre nell’orizzonte a est, verso la campagna, comunque troppo vicino, il vecchio piano regolatore non l’aveva previsto.
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pubblicato il 2 Novembre 2007 alle 18:09
Lo ammetto: anch’io all’inizio ero un po’ diffidente. Tutti questi colori shokking, la grafica da Barbie, i tacchi a spillo in copertina…cose che mi portavano a storcere un po’ il naso. Ma mi sbagliavo. E sono stata davvero felice di sbagliarmi.
Voglio un mondo rosa shokking è il romanzo scritto a quattro mani da Rossella Canevari e Virginia Fiume, ma non è solo questo. Libro, sito web (www.quoterosashokking.com), blog, testata giornalistica: tutti elementi di un progetto più ampio, che vuole tracciare i nuovi contorni di una figura di donna diversa, più sicura di sé, più consapevole. L’Italia, si sa, è un paese di veline. La donna – ci dice Adrian Michaels - può decidere di svendere le sue grazie oppure restare in casa a fare la pasta. Paese sempre in ritardo, paese di ragazze “giulive” dove la riflessione femminista si è via via inaridita e dove vige l’adattamento ai modelli dominanti. Sarà vero? Si chiedono le italiane. Infatti le ragazze, in fondo, tanto giulive non si sentono.
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pubblicato il 1 Novembre 2007 alle 02:09
Mi si chiudono gli occhi per il sonno ma…ce l’ho fatta!!