ROMA K.O., le cinque (allucinate) giornate della Roma di periferia raccontate dal Duka e da Marco Philopat
pubblicato il 26 Giugno 2008 alle 16:50Pubblichiamo con grande piacere un estratto dal romanzo Roma K.O. scritto dal Duka e Marco Philopat, uscito per Agenzia X.
Un romanzo d’amore odio e lotta di classe come spiega senza mezze misure il sottotitolo. Un romanzo che è anche racconto orale, autobiografia, analisi sociologica, indagine delle zone periferiche di una grande città. Ma soprattutto un libro importante, da leggere quindi. Leggetevi un pò cosa dicono gli amici di Agenzia X di questo romanzo:
Esiste un’altra Roma, radicalmente diversa da quelle immagini patinate a uso e consumo di turisti, palazzinari, prelati,
stelle del cinema e politicanti. È quella delle periferie, dei diseredati furiosi e dei teppisti sognatori.
Una città sotterranea che nessuno ci ha mai raccontato.
Il Duka, che in questo romanzo è protagonista e co-autore, conosce assai bene questo lato sporco e underground, ci
sguazza da oltre trent’anni e, nonostante non sia esattamente un topo di biblioteca o un archivista, possiede una memoria
quasi enciclopedica e una parlantina formidabile infarcita di humour coatto.
Quando Marco Philopat lo ha incontrato ha capito subito di essersi cacciato in un grosso guaio: non solo per le infinite ore passate ad ascoltare le affabulazioni del Duka – registrare, sbobinare e riscrivere in forma di racconto orale le
sue testimonianze – ma anche perché insieme hanno deciso d’inserirle in una fiction allucinata e frenetica.
Solo una volta finito il libro si sono resi conto della loro premonizione azzeccata: il romanzo infatti racconta in tutti i suoi
aspetti la disfatta di Roma.
Un romanzo in cinque adrenalinici giorni che è un pugno da K.O. a qualsiasi forma di normalizzazione.
Ecco l’estratto:
A Genova ero una farmacia ambulante - ossia avevo tutto ciò che serve a uno sportivo per rendere in fase agonistica - vitamine integratori salini guaranà efedrina - ero anche pronto a resistere a un assedio - scatolette di tonno - fagioli - biscotti e cioccolata… La mia amica Paola mi aveva preso per il culo per l’ombrello che mi portavo dietro - poi quando il campo del Carlini si è allagato me lo ha chiesto in prestito… Prima di partire avevo letto L’arte della guerra di Sun Tzu - e quindi sapevo che il campo avrebbe potuto allagarsi - che c’era il rischio di venire assediati e che potevamo restare senza viveri - cose poi accadute davvero… I cinesi hanno sempre capito meglio di chiunque altro la guerra…A Genova mi è successo di tutto - al G8 la mia vita e quella di ogni persona presente è completamente cambiata…