E-minimo 6
Sono due le novità per questo numero 6.
La prima, tecnica, è che potrete leggere ogni articolo anche in pdf. In questo modo sarà più facile stampare, leggere e seguire anche gli interventi di una certa lunghezza.
La seconda, di contenuto, è che abbiamo scelto un unico tema attorno a cui ruotano tutti i nostri interventi. Controluce: la storia e dei suoi echi nella realtà contemporanea.
Abbiamo quindi deciso di rivolgerci ai testi che –attraverso il passato o il presente- ci parlino di noi.
Perché noi siamo dappertutto.
Siamo in chi annega tra due terre, in chi decide di farsi saltare in aria, in chi prega di riuscire a dar da mangiare ai figli; ma siamo anche in chi impugna il coltello dalla parte del manico e in chi tenta la fuga –in questo mondo o in altri.
Noi siamo dappertutto. Ogni cosa d’umano che capita ci riguarda, è un po’ anche nostra.
Del resto pare che i tempi stiano cambiando. Uno dei primi ad accorgersene è stato Luperini che nel 2005 scrive, ne La fine del postmoderno,: «Quando rischi ogni giorno salendo su un treno della metropolitana, ti è difficile pensare che l’unica realtà è il linguaggio. Con l’11 settembre si chiude la stagione del postmodernismo. Comincia un periodo nuovo che ancora non ha nome e che richiede impegni e responsabilità diversi» (aggiungo, di volata, che non molto diverso sembra essere in punto di partenza del New italian epic dei Wu Ming).
Per questo abbiamo voluto concentrarci sulla storia. Una storia però, che non archiviata e chiusa nei manuali scolastici. È intrecciata al presente. Non si riescono a distinguere. «
Da qui Controluce: quello che ci interessa non è un elenco di date o nomi o fatti, ma piuttosto una storia (forse sarebbe più giusto dire un tempo) che emerge in controluce tra le pagine lette. In filigrana, tra una parola e l’altra, si delineano tasselli del mondo in cui viviamo, mondo che si costruisce per sedimentazione.
Un racconto del genere può essere diretto (Seierstad, Galeano), trasversale (De Michele) o solido punto di partenza per una vicenda ai limiti del fantastico (Manfredi). O ancora può insinuarsi tra i versi e diventare lingua, ritmo, ricerca stilistica (Ariano, Bini, Fantuzzi, Ronchi, Petrosino).
I nostri sono interventi diversi e centrifughi. Leggere per credere.
Un’ultima segnalazione. In questo numero troverete anche un Questionario tecnico sullo scrivere. Alcuni autori sono stati così gentili da voler rispondere ad una serie di domande su cos’è per loro l scrittura, come si svolge e cosa comporta. Qui potete leggere le loro risposte.
Complimenti vivissimi per la rivista e per chi con tanto impegno la dirige!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Visitate anche il mio blog, nuovo e bisognoso di compagnia:
http://www.labiglia.blogspot.com